W&H Stories:
Marzia Lucchesi
Idee chiare fin da bambina, quando giocava senza sosta al Meccano, si è poi dedicata agli studi in Ingegneria Meccanica.
In W&H, nell’ambito della Ricerca e Sviluppo, si occupa dei cicli di sterilizzazione dal punto di vista termodinamico e pneumatico.
Lettrice instancabile (il suo autore preferito è Ken Follett), sogna un viaggio in giro per il mondo.
Più che un motto, ha un vero approccio alla vita: «Mi piace vedere il positivo in ogni cosa, mi piace prendere quello che viene, così come viene».
Ecco come lo applica.
Marzia, come hai scoperto di voler lavorare in ambito STEM?
Diciamo che qualche indizio c’era già dai primi anni di vita, quando il mio gioco preferito era il Meccano. Il primo ricordo è quando da piccola andavo con mio papà in fabbrica: ero affascinata da quel mondo. E così ho deciso di studiare ingegneria meccanica.
In W&H, nell’area R&D, di preciso che mansione hai?
Mi occupo dei cicli di sterilizzazione dal punto di vista termodinamico e pneumatico, partendo dalla realizzazione di un circuito idraulico per poi studiare, realizzare e testare i cicli di sterilizzazione, affinché siano conformi alla normativa vigente.
Che cosa ti piace del tuo lavoro?
Qui in W&H ho trovato una grande attenzione alla persona. Ogni giorno è diverso dall’altro, è tutto stimolante. Come si dice: lavori un mese per avere cinque minuti di soddisfazione. Ed è bellissimo, perché ripaga i tanti sacrifici. Per poi partire subito con un’altra sfida.
E nella vita in generale?
Adoro la lettura, divoro libri thriller. Il mio autore preferito è Ken Follett. Ma amo anche viaggiare: spero di poter girare tutto il mondo.
Che cosa significa lavorare sui cicli di sterilizzazione?
Significa progettare e testare processi che assicurino la completa sterilità degli strumenti. È un’attività che unisce competenze ingegneristiche e normative.
Si studiano i parametri fisici, si sviluppano i cicli e si verifica che rispettino gli standard richiesti a livello internazionale.